28 agosto 2007

Ci siamo ancora!!! Gatto compreso!!!

Enrico Rava (agosto - Villa Celimontana Jazz)

Jeremy Pelt (luglio - Villa Celimontana Jazz)

Tanto per dire che ci siamo ancora!!!

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24 gennaio 2007

Magic Moment


Volare a 170 all'ora sulla A1 in direzione Roma, in sottofondo "Hallowed be thy name" degli Iron Maiden in una versione coverizzata da i Dream Theater, i fulmini che squarciano il tramonto davanti a te e una cassetta di mandarini nel cofano della macchina.

07 gennaio 2007

Il lupo, la Bella Addormentata e cappuccetto rospo.

Castelli
Castelli
Gran Sasso
Gran Sasso
Dall'agriturismo verso le montagne
Dall'agriturismo verso il mare
La Bella Addormentata (Corno Grande)
Giulianova
Giulianova
Atri
Atri
I Calanchi (Atri)
In coda sulla A24

Visto da Lady: Ci dicevano che l’Abruzzo avesse caratteristiche di insularità. Questa cosa, ad una sardaccia granitica come me, era piaciuta assai. E per dirla tutta.. il famigerato Parco d’Abruzzo, con lupi,orsi e camosci da bambina era stato un sogno. Come una vera e propria Cappuccetto Rospo, mi vedevo immersa nei boschi insieme ad animali che avevo visto solo nelle favole.
Questo Capodanno siamo stati nel Parco del Gran Sasso e dei monti della Laga, versante teramano.
E’ stato come entrare dal vivo in un presepe: neve, freddo (quello secco, che schiaffeggia e tira la pelle ma che non arriva mai sino alla ossa) alberi innevati, montagne bianche, cieli immensi, crepuscoli rosa indimenticabili…Pochissima gente, qualche cacciatore e qualche casa, ed enormi spazi liberi. E quel profumo, Dio Buono, un misto tra odore di cammino, aria pulita e fresca (quella del detersivo Sole, per capirci, ma gratis e al naturale. Solo che quando metto ad asciugare i panni a Roma, dopo sanno di Sole misto a gas di scarico ed hanno sempre quel caratteristico colore grigiastro).
Per una cagliaritana D.O.C.G. (anche se di padre napoletano) vedere la neve è sempre un’emozione, anche se con il caldo di questo Natale si era ben lontani dai fantomatici due metri degli anni appena passati (ragazzi…due metri di neve…neppure m’immagino cosa possa significare).
La vista dall’agriturismo era stupefacente: alle spalle la Catena del Gran Sasso innevata, con il profilo della Bella Addormentata dannunziana (che poi è il Corno Grande, dove si trova il ghiacciaio Calderone). Di fronte colline verdi e rosse, boschi e villaggi e poi in lontananza il mare. Alla mezzanotte del Capodanno abbiamo visto una miriade di fuochi d’artificio, sembrava di volare e di guardare dall’alto come da un aeroplano.
Mi hanno detto che ogni tanto si avvicina anche lui, Sua Maestà il lupo, ma che è difficile scorgerlo. A volte lo si può solo sentire, ma evidentemente questa volta ha preferito rintanarsi nella sua tana, in mezzo ai suoi boschi e a quegli angoli di fiaba.
La cena di Capodanno un’altra sorpresa: tavolata unica, una ventina di ospiti e poi la famiglia dei proprietari, con genitori, nonni, bambini (sembrava di essere tornati a tempi che noi non abbiamo mai visto, e anche una cinica indurita dalla metropoli come me.. non ha potuto fare a meno di sentire un calore umano che non esiste più, almeno dove vivo).Cibi semplici, fatti a mano. Che forse non trovi più nemmeno nei ristoranti tipici. E come colonna sonora. .le nostra voci, le risate per via di un ospite simpaticissimo (che ci parlava del suo mestiere: guardo caso, lavorava nel campo delle pompe funebri). E poi i versi delle pecore, anzi dei pecoro-sauri che stavano nella stalla. Delle bestione che per verso e dimensione sembravano piuttosto grossi vitelli. Buonissimo il pecorino di Farindola, fatto con il caglio di maiale. Il giorno dopo abbiamo visto Atri, Castelli, L’Aquila…un susseguirsi di paesi incantati, gelati solo per la temperatura. Tappa d’obbligo il mare: altra bella scoperta. La spiaggia di Giulianova è davvero niente male. Sabbia bianca e fina come il nostro Poetto dei bei vecchi tempi. Quello di quando ero bambina e che per merito di individui che non pagheranno mai, è diventato uno scempio ambientale alla luce del sole.

Visto da One: Senza voler insistere sul mangiare, a parte il cenone, il pranzo del 31 l’abbiamo consumato in una trattoria di Castelli dove vanno segnalati i maltagliati fatti in casa ai profumi del Gran Sasso (la tipa parlava di ingredienti segreti e lady ricordava il film di Celentano ed Eleonora Giorgi “Mani di Fata” nel quale l’ingrediente segreto era lo sputo!), mentre il pranzo del primo l’abbiamo fatto ad Atri strafogandoci di arrosto misto e tonnellate di sfiziosissimi arrosticini…….. che panza! Per il resto controfirmo tutto. Ah….. dimenticavo al ritorno abbiamo beccato una coda di 5 km sulla A24 e ritardato di circa 3 ore sulla tabella di marcia, ma ormai ci ho fatto il callo.

06 gennaio 2007

Dedicato a chi dice che al Nord sono razzisti

Sono arrabbiata. Furente. Soprattutto con me stessa. Perché? Perchè ho pianto. Succede di rado, in pubblico almeno. Venerdì invece è successo in un bar, zona Colli Portuensi, ora di pranzo. Tanta gente. Le solite pizzette, le solite vivande fredde e cattive cucinate il giorno prima. File, file..già..solita routine. Ed io, piccola sciocca. Perché? Perché invece avrei dovuto assestare alla collega una bella testata. Lei sprezzante e gretta figlia di papà, ed io…sbang sbang…testata alla sarda. Non alla Zidane. Non in petto e di testa. Ma fronte a fronte..alla coatta. Tanto è nana come me, già… anche in Giappone si vola a queste basse quote.
In tre anni a Roma non mia era mai successo. Alla mia frase “Preferirei vivere in una città più piccola e con meno confusione” e dopo avere detto che a Milano non si vive poi tanto male, si è scatenata una furia di urla ed offese. Quella docile geisha si è trasformata in una belva del Colosseo.
Mi sono sentita dire di tutto…”Tornatevene a casa tutti, non vedo l’ora. Tanto siete degli zotici e non potete apprezzare Roma. Al tuo livello non la potrai mai apprezzare perché tu non vivi (n.d.r. ragazzi, ho appena saputo di essere Nosferatu, evvai….Forse alludeva al fatto che Lei è una quarantenne viziata che vive alle spese ed in casa dei genitori assai ricchi, che vola da locale in locale senza fare null’altro, mentre io mi guadagno da sola la assai magra pagnotta. Ah dimenticavo.. pagando affitto, spese e tutto quanto ai cari romani che mi invitano ad andarmene. Ah dimenticavo…quì ho pure lavorato gratis pur di imparare..,ed ho, guarda caso, pagato Master e Corsi. A chi? Guarda caso 2, proprio ai romani. Non sarà che ho lavorato, rispettato, vissuto onestamente e secondo la legge e che non ho proprio preso ne chiesto elemosina a nessuno? Il match mi sembra decisamente “almeno” in pareggio. Soprattutto se penso che quando sono rimasta senza contratto non mi è stato possibile avere il medico di famiglia. Che anni fa sono stata male e per lo stesso motivo sono dovuta andare a fare una visita dal medico della Stazione Termini. In mezzo ai tossici. Non sarà che su questi “zotici” qualcuno ci lucra proponendo affitti esorbitanti rigorosamente in nero e servizi di trasporto da terzo mondo? Provare per credere.).Questa città è la più bella al mondo, è impensabile che qualcuno che viva qui rimpianga la propria…Se fossi nata a Belluno sarei ben contenta di andarmene (n.d.r. Si invitano caldamente i Bellunesi a replicare personalmente) ma sono nata a Roma e preferirei andare all’ estero piuttosto che nello schifoso resto di Italia (Si invitano tutti gli italiani non residenti nella Capitale a rispondere…..). Qui c’è una atmosfera stupenda e chi non la apprezza è perché è ignorante e non conosce la storia. Perché non te ne vai?. Vattene…vattene…(n.d.r. Sinceramente lo farei ben volentieri, se potessi)”.
Al mio tentativo di rispondere alla furia dicendo che questa città è non bella ma stupenda ma che tuttavia ognuno di noi ha il diritto di cercare la propria dimensione che può anche essere diversa da una metropoli di quattro milioni di abitanti dichiarati e che non intendevo offendere nessuno ne tantomeno lamentarmi (n.d.r. cosa che faccio regolarmente con Max, poveraccio..) la geisha mi ha mandato a quel Paese (n.d.r. al MIO????), è girandosi sui suoi bei tacchi di marca è andata via. Dopo avermi toccato per tre volte la spalla (n.d.r. del tipo…Salvati, nemmeno mi abbasso a risponderti, non ne sei degna).
Ca__o. La prossima volta se oserà ritoccarmi giuro che le brucio la mano come Muzio Scevola. In onore alla Sua (n.d.r. ????) Storia, cui tiene tanto ( n.d.r. e poi dicono che Bossi ci fa due maroni con i Celti).
Se questa è Italia. Se questa è Europa. Se questo è il Libero Mercato. Se questa deve essere una delle teste della nostra STUPENDA ED ACCOGLIENTE CAPITALE.
Colmo dei colmi: è figlia di un emigrato da altra regione e di una straniera.

25 dicembre 2006

4 mesi.............

Come nascono 4 mesi di buco in un blog? Bè...... se non hai internet a casa, se giorno dopo giorno ti giri mezza Italia in macchina/treno/aereo/altro (one), o devi lavorare dall'altra parte di Roma (lady), se negli ultimi mesi a casa tua è arrivato un gatto fuori di testa (bambo), se dedichi il sabato e la domenica ai corsi di formazione (lady + one), se quell'ora di buco la dedichi a leggere (lady + one), o giochi con la tua nuova PSP (one), se vai in palestra (lady), se fai la spesa la domenica mattina (lady + one), se fai le pulizie (lady:"pulire, pulire, pulire!" + one:" du palle!")......... ecco più o meno così, ma dove cazzo lo trovi il tempo di scrivere? .......a Natale! Tanti auguri!
P.S. rubo dal blog di Liarit questa idea:
One al lavoro

One nel tempo libero

Lady al lavoro
Lady nel tempo libero

24 agosto 2006

C’è solo il mare qui???????

La Sardegna è una terra meravigliosa e lo stiamo riscoprendo adesso, da “finti turisti” che hanno ancora la propria terra nel cuore. Anche se sempre più spesso ci chiedono da dove veniamo, forse grazie a quell’accento che a Roma rivela subito la provenienza e che invece, in quella che è casa, non è più come quello di tutti gli altri. Il mare…il profumo..il mio maestrale…e quella luce forte, gialla e piena di sole. Gli spazi immensi, le lunghe strade dove l’unico rumore è quello del proprio motore…le persone, così autentiche, con quella punta di sarcasmo tipicamente cagliaritana… e quella paura di ferire gli altri che ti porta sempre a pensare prima a quello che devi dire…
Abbiamo girato tante spiagge, e notato come il paesaggio cambi e come sia ricca questa terra conosciuta, ma non solo, per le sue coste. Oggi abbiamo visitato una spiaggia incantevole, nell’oristanese. Is Aruttas, famosa per i granelli di sabbia grandi come chicchi di riso. Colorati, lucidissimi, verrebbe voglia di raccoglierli e farne una collana. Poi ci si limita a tenerli in mano…a stupirsi come bambini…e lasciarli dove sono, dove la natura ha impiegato secoli per renderli belli ed unici come ci appaiono. Poi Cabras, famosa la buonissima bottarga, uova di muggine da mangiare a fette sottili, sul pane carasau, con un goccio d’olio d’oliva. Oppure sopra gli spaghetti, un piatto semplicissimo con il profumo ed il sapore del mare dentro. Omaggiato una cantina dove si produce l’ottima vernaccia locale, con quel suo meraviglioso colore dorato. Visitato Tharros, l’antica colonia fondata dai fenici e poi occupata da punici e romani. Con una vista incantevole sul mare e le spiagge. Ed ancora visto le capanne di paglia, dove i pescatori preparano le loro reti. Poi San Salvatore di Sinis, un paesello con le strade non ancora asfaltate. Sembra di tornare indietro nel tempo, nel selvaggio western (ed infatti è stato utilizzato come set cinematografico per tante storie di cawboys). Poi un salto nel villaggio nuragico Genna Maria, di Villanovaforru. Con la sua enorme torre del 16° sec. A.C. ed il suo villaggio dell’età del ferro. Sopra una collina boscosa e profumata di macchia mediterranea dove domina il silenzio e la tranquillità della pianura circostante.
Avantieri siamo stati nell’Iglesiente, zona di spiagge bianchissime, altissime scogliere panoramiche e un mare verdissimo agitato dalle correnti. Funtanamari, Nebida, Masua. Il Pan di Zucchero in mezzo al mare in una delle vedute più spettacolari della Sardegna. Rocce e scisti metamorfici che come lame affilate s’innalzano al cielo. Quasi un’opera gotica creata dalla natura. Un maestrale che piega gli alberi e fa lacrimare gli occhi. E le maestose miniere, giustamente scoperte dai turisti come interessantissimo monumento storico e talvolta, come Porto Flavia, testimonianza del genio di chi le ha create. Ci hanno fatto indossare le protezioni e dopo le immancabili foto che ci vedevano più simili a buffissimi puffi che a minatori (già, il casco protettivo è utilissimo ma non dona proprio a nessuno!!!), giù verso i cunicoli scavati nella roccia, sino al porto che si apre direttamente su una spettacolare scogliera a strapiombo.
Peccato, è quasi finita. Ed io, a dire la verità, già sento la malinconia. Ma mi sento molto fortunata per aver vissuto per tanto tempo in una terra così bella.
Lady

17 agosto 2006

Tra Tacchi e Coltelli

E’ curioso constatare come un viaggio iniziato per un motivo poi si sviluppi in ben altre direzioni. Siamo partiti per visitare la manifestazione Time in Jazz che come tutti gli anni richiama a Berchidda tanti visitatori ammaliati dalle note del celebre musicista sardo Fresu. Avevamo intenzione di vedere Dorgali, le grotte del Bue Marino, magari constatare se la foca monaca davvero continua a viverci come ci hanno detto tanti ricchi romani barca-dotati (chissà che avranno visto in realtà…pensate che la foca si è estinta negli anni settanta, sfinita dai turisti e dai pescatori). Abbiamo finito con l’estendere, come al solito, i confini previsti e un po’ per consigli di persone conosciute sul posto, un po’ per volantini sparsi nei ristoranti, un po’ perché viaggiando in macchina finisci con l’innamorarti di un panorama che pretende la tua visita. E magari sei anche un po’ stordito dalle curve dell’Orientale Sarda.
Il paesaggio che mi ha maggiormente sorpreso è stato il territorio di Dorgali, un paese abbarbicato su monti verdissimi con una costa da mozzare il respiro. Mare smeraldo, con un colore che solo qui ho potuto vedere (quanti colori ha il mare di Sardegna! Stamattina al Poetto c’era Levante ed il fondo era scuro scuro, sembrava di fare il bagno al lago. E che dire delle meduse che facevano bella mostra di se sino alla riva?). Dorgali è un paese dove sopravvivono le tradizioni, con le signore vestite tutte di nero ed il capo velato ma abituato al turismo, vivace, pieno di colore e di artigianato. Sono letteralmente impazzita dietro alle ceramiche Loddo, alle statuine in costume sardo, ai tessuti..e quella filigrana poi, leggera leggera, a trame quasi invisibili. L’artigianato è stato una parte integrante di questo viaggio, ha compreso anche i coltelli di Pattada (un paese molto carino e suggestivo ormai famosissimo in tutto il mondo per la lavorazione delle lame, dette “resolas”, e guai a chiamale pattadesi, vi faranno gentilmente notare che quelli sono gli abitanti del paese), Loceri (piccolo e pittoresco, ceramiche bellissime), Montevecchio (sede della bellissima mostra Arresojas, dove si possono ammirare i bellissimi coltelli della tradizione sarda che a seconda della provenienza hanno caratteristiche ben precise. Unico neo: ho visto alcuni manici in muflone sardo. Mi risulta sia protetto e che la caccia sia vietatissima, per cui alle mie richieste di spiegazioni i venditori hanno risposto che si tratta di esemplari morti di “cause naturali”. Siccome non vogliamo che il muflone si estingua come la foca monaca, invito tutti i lettori a tenere gli occhi bene aperti. A Pattada mi hanno detto che utilizzano mufloni provenienti dal Marocco. Mah…).
Come al solito non abbiamo sacrificato i nostri interessi enogastronomici e la Sardegna ben soddisfa anche le aspettative più esigenti! Abbiamo pertanto percorso la via del Vermentino di Gallura, del Giogantinu (Berchidda) ed infine omaggiato il grande re, il Cannonau, direttamente nella sua grande reggia a Jerzu (Cantina Antichi Poderi, quella celebre per il bronzetto nuragico nell’effige della casa. Il paese è delizioso, con strade strettissime, eppure a doppio senso, e pendenze da giostra. Case colorate a tinte vivaci e visi cotti dal sole). I Tacchi di cui ho parlato nel titolo sono formazioni rocciose imponenti ed antichissime, speroni che come giganteschi funghi sfidano il cielo e le leggi della fisica. In mezzo a burroni scoscesi e distese verdi, fitte, con vegetazione che non richiama delicatezza e poesia bensì forza, imponenza, che risale alla notte dei tempi. Come quelle ossa di dinosauro esposte nella strada che sale verso le grotte di Lu Murmuri, ad Ulassai. Immaginate un gigantesco freezer con il pavimento scivoloso come una pista da ghiaccio, gocce gelate che piovono dal cielo, foreste di stalattiti, stalagmiti e colonne. Ogni tanto formazioni recenti, simili a panettoni e sgabelli. La roccia umida appariva ora come cera, ora addirittura cioccolata…soffitti altissimi, con lame di roccia che formavano giochi di forme e sagome dove la guida pretendeva di riconoscere King Kong, profili di donna e addirittura pani carasau e prosciutto (complimenti per la fantasia!).
Ed anche questa chiacchierata è giunta al termine. Alla prossima!
Lady

Surfin' Tavolara






16 agosto 2006

Una Sardegna alternativa (ma non troppo…)

Tutti i manifesti che pubblicizzano l’Ogliastra parlano di un Paradiso ancora da scoprire. In realtà si tratta di un Nuovo Mondo dove sono approdati già tanti conquistadores, data la mole di turisti provenienti da ogni dove …Una Sardegna comunque lontana da Briatore e dalle Veline, ancora autentica, e con mio gran dispiacere non ancora per molto. Almeno se non si farà qualcosa per ovviare a questo turismo di massa, disordinato e sporcaccione (parlo proprio di voi,cari turisti e locali che avete fatto diventare Cala Luna un immondezzaio. E anche a voi, cari gestori della spiaggia che dite di portare nei porti di provenienza i rifiuti e non mettete i cestini della spazzatura. Che ne direste di qualche controllo in più? Caro Dott.Soru, non facciamo pagare ai poveracci, e va bene, ma evitiamo che tutti, dico tutti, sporchino. Questi soldi della tassa per il lusso non dovrebbero forse servire per proteggere l'ambiente? Crede forse che si protegga con i soli cartelli di divieto? ).
Ma partiamo dall’inizio. Non farà un cronaca del viaggio, diciamo che parlerò per immagini, a sprazzi..senza filo logico e temporale. Seguendo il filo del pensiero a briglie sciolte. Và pensiero.
Il primo giorno Montevecchio, in quello che è stata un’importante miniera di zinco, rame ed argento e che oggi è diventata un parco minerario. Un nuovo turismo, affascinante. A metà strada tra lo storico ed un vero e proprio monumento all’uomo e al lavoro. Il paesaggio è bellissimo, quasi deserto, con pochissime abitazioni e costruzioni. Una meraviglia per chi, come me, vive a Roma e odia la folla. La miniera è ancora come è stata lasciata, suggestiva. E’ facile immaginarla gremita di persone che lavoravano in condizioni durissime. In un paesaggio fatato spazzato via dal Maestrale (sempre Lui, il vero protagonista di questa vacanza e di tanti ricordi..).Potrebbe essere valutata ancora meglio, servirebbero interventi di manutenzione e potrebbe davvero diventare una risorsa importante. Cari amministratori di Guspini, potreste avere ancora tanto argento tra le mani, anche se la miniera è chiusa. Dobbiamo ancora aspettare un Aga Khan che smuova le cose? Gli altri siamo noi, cari compaesani sardi. Come diceva la canzone di Tozzi. Il borgo di Montevecchio sembra addirittura un set del cinema tanto sembra immoto in un passato lontano. Un fotografia del tempo che è stato. Bello, davvero.
Abbiamo visitato la bellissima Gallura, zona Padru. Montagne di granito, sughereti piegati dal maestrale, vigne da cui nascerà il mio adorato Vermentino (già, tra i bianchi confesso la mia spudorata preferenza). Verde e boschi a pochi km da una costa satura, ma comunque da vedere ed indiscutibilmente stupenda. Organizzata, pulitissima, pullulante di locali e divertimentifici. Ma con quell’acqua che fa innamorare.Degna del mito che rappresenta. Abbiamo visitato l’isola di Tavolara, che tante volte ho osservato dalla mia veranda quando ho vissuto ad Olbia. Una montagna in mezzo al mare con spiagge rosa e bianchissime e coste rosse di porfido che si allungavano nel mare trasparente. Un paesaggio simile a Marte, quasi irreale. Silenzio, vento che spettina i capelli, poche persone e due ristoranti. Qualche capra, mi hanno detto, sopra le montagne. Un piccolo cimitero, con dieci “ospiti” al massimo, che guarda verso il mare. Gigli bianchi che crescono direttamente sulla spiaggia. Un incanto. Unico neo i prezzi. Ed il ragazzetto che si burla dei turisti che mangiano poco e si capisce che lo fanno per non farsi salassare. Gioverebbe corso di buona educazione e visitina fuori dall’isola, ogni tanto. Per vedere oltre una costa smeralda e magnacciona e ben poco autentica in estate. Stupenda, invece, in primavera. Ho avuto la fortuna di vedere Porto Cervo, Porto Rotondo, Arzachena e compagnia bella all’inizio di Giugno. Così la voglio ricordare, sino ad un prossimo giugno che spero vicino.
Siamo stati in un
agriturismo carinissimo, dove anche due mangioni come noi hanno alzato bandiera bianca. Mangiare tutto quanto sarebbe davvero stato troppo. Ebbene si, anche metà seadas è rimasta sul piatto. Oltraggio e vergogna suprema. Bel ristorante, pieno di vacanzieri allegri e bruciati dal sole. Affamati, direi, da come si avventavano su antipasti, primi (occio alla zuppa gallurese: profumata alla menta, una delizia) e lui, sua maestà il porchetto. Che i turisti, e solo loro, si ostinano a chimare porcettu (????). E guai a non portarlo in tavola: fosse anche pieno agosto con 40 gradi all’ombra. Delusi ed oltraggiati, vogliono che la tradizione e la loro immagine di Sardegna si rispetti. Una Sardegna che non c’è più, che forse non c’è mai stata. In Ogliastra a tavola ho sentito un ragazzo milanese che raccontava tutto inorgoglito di aver visitato Orgosolo. Sembrava tutto contento di esserne uscito vivo. Lui e la fidanzata (una brunetta griffata con la vocetta da Minnie, tipo la Spears) decantavano giovani che passeggiavano vestiti con abiti pesantissimi, scuri, in velluto. In pieno Agosto. Con la berritta e la fidanzata sottobraccio. Quella è la loro immagine di Sardegna, quella che il pubblico assettato vuole e desidera raccontare. Avanti lo spettacolo, ragazzo mio. Non ho mai sentito tante balle l’una dietro l’altra. Troppo Cannonau…Ma ai turisti piace questo. Come alcuni che vanno in Africa nelle metropoli e raccontano di aver visto gli indigeni con l’anello al naso. Fa tanto ganzo..tipo Indiana Jones…Ma sì.
Alla prossima e …buone vacanze a tutti

Sideways Sardinia

Tanto per dire che pur tornando a casa per circa 3 settimane non abbiamo perso il nostro spirito girovago, io e lady abbiamo deciso di fare una vacanza nella vacanza e quindi negli ultimi 5 giorni abbiamo macinato circa 1000 km per ricaricarci di un po di "balentia", fra strade più o meno deserte e posti più o meno battuti dal turismo. Abbiamo respirato i profumi della macchia mediterranea, ammirato i colori della Sardegna e la magnificenza di alcuni nostri monumenti naturali, bighellonato fra le botteghe dei coltellai, da Arresojas a Pattada, battuto le strade del vino dal vermentino al cannonau, ci siamo ricaricati le batterie e riempiti la panza in alcuni simpatici agriturismi, patito l'orientale sarda, sentite le solite cazzate dei soliti milanesi su Orgosolo e la Barbagia, fatto amicizia (manco a farlo apposta!) con una coppia di romani eccetra eccetra eccetra........ Per resoconti più dettagliati c'è da aspettare un poco (......non molto), comunque di sotto metto uno scarabocchio di massima sul nostro percorso........ a presto.

11 agosto 2006

Side Project

Vista la mia recente scoperta di You Tube (....che scoperta dirà qualcuno) e la conseguente dipendenza che si è venuta a creare ho varato un side project, o side blog che dir si voglia, completamente dedicato alla musica che ascolto abitualmente, ho ascoltato e ascoltero in futuro. Chi volesse farci un salto trova il link sulla sidebar a destra.

09 agosto 2006

Patience

E qusta la dedico a lady million...... ne son passati di anni!

Preferisco il rumore del mare

L'arrivo a Olbia.
Cagliari - Marina Piccola
Cagliari - Monte Urpinu (........guardando verso il mare)
Chia

Nora
Nora
Nora

Leggo che Briatore ha comprato le pagine dei maggiori quotidiani per protestare contro Renato Soru. Leggo che Briatore dedicherà l'apertura del Billionaire alla protesta contro Renato Soru. Leggo che al tale serata ci saranno tutti i suoi amici vip per supportarlo in questa protesta. Leggo il giornale al sole della Sardegna in questa zona in cui di "vippisi" non se ne vedono ancora. Leggo che Tom Barrak, multimiliardario americano che ha comprato la "Costa" dall'Aga Kan, è d'accordo con Renato Soru. Leggo che il 70% dei sardi è d'accordo con Renato Soru. Leggo su una stele di Nora che i Fenici quando arrivarono in Sardegna, anche loro, erano d'accordo con Renato Soru. I miei amici Toscani sono d'accordo con Renato Soru perchè dicono che come in Toscana anche in Sardegna bisogna valorizzare il territorio. La luna sopra Cagliari ieri notte era d'accordo con Renato Soru. Lady Million mi ha detto che è d'accordo con Renato Soru. Io sono d'accordo con Renato Soru e anche il mare mi sembra........

Baci da Pompei






Come ho detto qualche tempo fa vado a recuperare alcuni post che per mancanza di tempo hanno smarrito la retta via........ quì, in un sabato di giugno, one e lady million schiattavano dal caldo in quel di Pompei.

06 agosto 2006

Tra Sardegna e Toscana

Oggi mi sono alzato e non ho sentito il casino romano, l'inquinamento romano e tutto quanto di romano mi ha intossicato dall'ultima volta che sono venuto a Cagliari. Ho preso la macchina e guidato nell'assenza di traffico tipica della domenica cagliaritana, ho fatto una lunga passeggiata in Castello, ho sentito il maestrale e la salsedine nell'aria, ho preso una aperetivo sulla terrazza del Libarium al bastione di Santa Croce e sono tornato casa per il pranzo........ niente si speciale, ma tutto perfetto!
P.S. posto di seguito alcuni scatti fatti nel w.e. del 22 e 23 luglio a Siena nel quale one e lady million hanno approffittato delle bellezze artistiche ed enogastronomiche della città toscana........







05 agosto 2006

Casa, birra, blog....

Sono arrivato a Cagliari da poche ore e approfitto di una cosa che a Roma per il momento non ho, ossia l'adsl flat. Voglio solo fare una breve considerazione, non so ancora quanto deviata dalla birra appena bevuta, sulla tassa sul lusso varata da Renato Soru. Bene...... vista dall'altra parte del tirreno sembra una stronzata "spaventa turisti" da crisi economica regionale.... diminuzione della domanda... pubblicità negativa..... estremismo...... tutte cazzate! Alle banchine oggi si faceva a cazzotti per salire sulla tirrenia, i turisti non mancano..... e se i vip nonvengono in Sardegna a me non fa che piacere! Vaffanculo Briatore! Vaffanculo Billionaire! Vaffanculo veline, Costantino Vitaliano, Lele Mora e compatibili! Avete i soldi per gli yacth?....... e allora se volete venire a smerdare la mia isola, pagate cazzoni! Su tutte le stronzate propagandistiche che si vedono sui telgiornali io proporrei di fare una sonora pisciata! Il turismo in Sardegna va bene alla faccia dei servizi di Lucignolo (fonte notoriamente attendibile!) ed in questo caso la regola "ciò che non si vede in tv non esiste" è solo merda.

02 agosto 2006

Barcellona #6 (14 - 15 - 16 luglio)









Un'ultima carrellata di foto da Barcellona...... e sabato parto per Cagliari.

18 luglio 2006

Barcellona #5 (14-15-16 luglio)

















LAAAAS RAAAMBLAAASSSS!!!!!!!!!!!! (........ e il Born, El Raval, il Barrio Gotico, la Bouqueria...)

17 luglio 2006

Barcellona #4 (14-15-16 luglio)









L'ARCHITETTO DI DIO. E' stato uno dei must di questo viaggio e non poteva essere altrimenti. Davanti alle opere di Gaudì ci si rende conto che solo un uomo ispirato da una visione superiore poteva concepire delle opere come le sue. Quasi tutto il secondo giorno l'abbiamo dedicato a Casa Batlò, la Pedrera, la Sagrada Familia e il Park Guell, purtroppo le foto possono rendere solo in parte le sensazioni provate.......... di sicuro è difficile fare entrare la Sagrada Familia in una foto! L'unico neo è stato che per arrivare al Park Guell abbiamo fatto un chilometro e mezzo a piedi sotto un sole cocente, così io alla fine stavo per schiattare dal caldo. Una volta arrivati una marea di gente si accalcava, per una foto, intorno a quella specie di ramarro che è diventato il simbolo del parco e che riempie i negozi di souvenir....... da quel giorno il ramarro di Gaudì è un mio nemico giurato!

Barcellona #3 (14-15-16 luglio)




GOTIKA. Alla ricerca di atmosfere oscure e di un po’ di frescura abbiamo visitato alcune belle chiese gotiche fra le quali la cattedrale (che come da tradizione, per quanto ci riguarda, aveva la facciata in restauro) che fra l’altro è dedicata a S. Eulalia della quale esiste una chiesa di Cagliari con la quale è gemellata. Altra chiesa molto bella è Santa Maria del Mar, nel quartiere del Born, circondata da localini in cui bere la Cava per poi espiare le proprie colpe nell’austera atmosfera gotica…… sempre che uno voglia espiare. Santa Maria del Pì è un altro gioiellino nel Barrio Gotico immerso nel caos e nella perdizione. A questa madonna gli abitanti di Barcellona sono molto devoti ed infatti nonostante tutto il contorno all’interno della chiesa si respira un’aria di autentica spiritualità.